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Ralph Spacca Internet, la recensione: storia di un’amicizia universale

Se state leggendo queste parole, è perché avete effettuato un accesso a internet, al World Wide Web, la grande rete mondiale capace di connettere ogni giorno milioni di computer, smartphone, tablet, utenti. Un luogo sterminato pieno di informazioni e servizi, così come di tranelli e insidie, se non si è attenti abbastanza.
Basta infatti un clic sbagliato, un banner fuori posto, per finire in zone poco raccomandabili, che possono rappresentare una reale minaccia per i più inesperti, i più giovani o gli sprovveduti personaggi dei videogiochi anni ’80 che non hanno mai conosciuto internet. Parliamo del vecchio Ralph Spaccatutto, il villain del gioco Felix Aggiustatutto, un omone burbero e irascibile che ha il compito di distruggere tutto ciò gli capiti a tiro all’interno del suo cabinato da sala giochi, ma che una volta “fuori”, ovvero nel dietro le quinte, là dove tutti i character dei videogiochi si ritrovano dopo il lavoro, si trasforma in un ingenuo orsacchiottone di peluche, pronto a scherzare e a giocare con tutti.

Lo abbiamo conosciuto su grande schermo nel 2012, nel corso di un’avventura appassionante e colorata durante la quale conosceva una nuova amica, Vanellope von Schweetz, una bimba dagli occhi grandi che soffre di un fastidioso glitch all’interno di Sugar Rush, uno zuccheroso gioco di corse per ragazzini. Proprio il difetto di programmazione rende la piccola diversa da tutti gli altri piloti del gioco, elemento che la avvicina in modo indissolubile proprio a Ralph, alle prese con la crisi delle sale dei videogiochi.
Crisi che, se vogliamo, in questo 2018 è ulteriormente peggiorata, ritroviamo infatti i nostri due personaggi, opposti e contrari eppure inseparabili, alle prese con un nuovo, gigantesco cambiamento: l’arrivo del WiFi in sala giochi, una porta virtuale verso un mondo sconosciuto e vasto all’inverosimile in cui sembra facile perdersi.

Il bello e il brutto

Avventurarsi nel World Wide Web è da subito proibito, nel mondo segreto che si cela dietro le prese elettriche della sala giochi Litwak’s Arcade, Ralph e Vanellope hanno però un problema: l’ultima “marachella” del primo ha messo in serio pericolo il futuro della seconda. Lo sterzo rosa di Sugar Rush si è rotto e il cabinato non viene prodotto più da svariati anni, l’unica possibilità per evitare lo smantellamento è acquistare il pezzo di ricambio su una piattaforma stramba chiamata eBay – in effetti, cosa non si trova sul sito d’aste online?
Da questo semplice (ma complicato allo stesso tempo) pretesto nasce la seconda avventura di Ralph Spaccatutto, questa volta costretto a girovagare in un luogo sconosciuto e pieno di insidie. Internet sembra popolato da piccoli e coccolosi avatar che nascondono, come sappiamo bene, persone reali dall’altra parte del filo del telefono; questi personaggi cartooneschi si muovono come all’interno di una grande città piena di negozi e centri commerciali, fra strade zeppe di strilloni e venditori con in mano banner e pop-up di ogni tipo – una rappresentazione davvero efficace per spiegare internet a tutti, ai bimbi piccoli come ai nonni di 90 anni.
Questo ci porta a parlare subito del modus operandi scelto dai registi premio Oscar per Zootropolis Phil Johnston e Rich Moore (che abbiamo intervistato a Roma pochi giorni fa). I due autori sono riusciti a scattare un’istantanea abbastanza precisa del mondo di oggi, estremamente condizionato da internet e dalle sue mode. Dalle piattaforme di streaming video ai siti di aste online, passando obbligatoriamente per i social network, le chat, le applicazioni, i videogiochi multiplayer online, i like, i cuori e chi più ne ha ne metta.
Ralph Spacca Internet è inoltre caratterizzato anche da quegli aspetti oscuri che – ci piaccia o no – completano un dipinto fatto da milioni di colori e sfumature diversi, non soltanto dal bianco o dal nero. Abbiamo così a che fare con i banner truffaldini, i creatori di virus, i virus e i malware stessi che possono danneggiare interi siti internet, chi cerca sempre scorciatoie per superare il prossimo e chi vive “allegramente” nel dark web, rappresentato come un luogo sotterraneo e buio, zeppo di loschi figuri, da cui è meglio stare alla larga – capito ragazzi?
Si ha poi a che fare con gli hater, con chi insulta e scrive commenti negativi grazie alla maschera virtuale del web, senza pensare che dall’altra parte c’è magari una persona vera a leggere e a star male. Un aspetto legato a doppio filo al successo volatile ed effimero delle piattaforme di streaming video, che contribuiscono a creare miti passeggeri e illusioni.

Phil Johnston e Rich Moore hanno così fermato un momento storico ben preciso, efficace in questo istante ma che probabilmente domani sarà già invecchiato, poiché il web si muove a una velocità spropositata. Proprio per questo motivo il film ha uno strato più profondo, capace di donargli un respiro universale e senza tempo: l’amicizia di Ralph e Vanellope. I due vivono, inizialmente, nel medesimo idillio cominciato al termine della prima avventura, le cose però cambiano, si cresce e si ha voglia di nuove esperienze, motivo per cui la piccola protagonista di Sugar Rush inizia pian piano a staccarsi dal suo affidabile protettore.
Non per cattiveria o per disamore, per semplice voglia di autonomia, una soluzione che squarcia tutte le sicurezze di Ralph e lo rende incredibilmente instabile, possessivo e istintivo. Il suo desiderio di ultra protezione finisce ovviamente per danneggiare ancor di più il rapporto con Vanellope, su schermo prende così forma la storia di un’amicizia solida che rischia di distruggersi per sempre, emozionante e bisognosa di un impegno quasi sovrumano per tornare salda come prima.

Principesse incise nella storia

Ralph Spacca Internet è dunque un prodotto più complesso di quanto si possa immaginare, più profondo e solido addirittura del primo capitolo – e sappiamo quanto sia difficile fare sequel convincenti. L’empatia verso i personaggi è ancora più marcata, inoltre il linguaggio diretto rende il dialogo fra lo schermo e il pubblico più giovane efficace all’estremo.
Nonostante questo, non esiste un target preciso: si parla con il cuore in mano a tutti, piccini e adulti, che avranno di che emozionarsi con l’entrata in scena delle principesse Disney. La loro presenza è stata anticipata mesi fa da video e foto promozionali, ci si può immaginare però un cameo volatile, un passaggio creato appositamente per creare scalpore fra i fan più accaniti dei cartoni animati della Casa di Topolino, da dimenticare presto.
Invece non è così: Johnston e Moore hanno lavorato più di due anni sull’inserimento delle principesse, e il risultato è da manuale di storia del cinema. Ogni personaggio conserva i suoi tratti distintivi classici, allo stesso tempo però è reso attuale da diversi fattori (linguaggio, abbigliamento, modo di fare), si è dunque creato un perfetto tramite fra il passato e il futuro. Inoltre le varie principesse sono importanti per lo sviluppo di Vanellope, che arriverà alla fine di questa avventura più matura che mai, nonché all’intero sviluppo del progetto, poiché pedine chiave di parte dell’epilogo.
Bisogna sottolineare anche come Ralph Spacca Internet sia dotato di un'(auto)ironia sopraffina che culmina nell’unico momento musicale della produzione, la canzone Il mio posto a Slaughter Race – che trasforma la stessa Vanellope in una principessa moderna, prendendo amorevolmente in giro i classici cliché legati ai cartoni Disney. Certo film d’animazione significa anche doppiaggio obbligatorio, e qui forse arrivano le sole note stonate per noi italiani.

Il cast originale prevede fuoriclasse come John C. Reilly e Sarah Silverman, che tornano nei panni di Ralph e Vanellope, e ancora Gal Gadot (che debutta con il personaggio di Shank), Taraji P. Henson, Jane Lynch, Jack McBrayer e Alfred Molina, per ricordarne solo alcuni. Inoltre sono tornate 11 delle voci originali delle principesse Disney, per un ulteriore colpo al cuore per il pubblico americano più cresciuto.
In Italia, oltre all’eccellente lavoro dei veterani Massimo Rossi e Gaia Bolognesi, aiutati da Serena Rossi, Serena Autieri, Melusine Ruspoli, Nicoletta Romanoff, Ilaria Latini, Monica Ward, Laura Lenghi, Domitilla D’Amico, Rossa Caputo ed Emanuela Ionica nella parte delle principesse, figurano nel cast anche gli youtuber Favij e LaSabriGamer, che però hanno davvero pochissime battute nel corso della narrazione. Menzione speciale invece per Salvatore Aranzulla, davvero divertente nei panni del signor Le So Tutte, motore di ricerca “umano” del grande mondo di internet.

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