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Punta al Top! Gunbuster: la prima regia di Hideaki Anno compie 30 anni

7 ottobre 1988, una data importante per gli appassionati d’animazione giapponese: usciva infatti in quella data il primo episodio di Punta al Top! Gunbuster, celebre miniserie mecha realizzata da Gainax e che vide il debutto alla regia di Hideaki Anno, che 7 anni dopo avrebbe diretto l’epocale Neon Genesis Evangelion.
 

La Gainax era appena rimasta scottata dal grande fallimento de Le ali di Honneamise, film costato tantissimo ma che aveva incassato a malapena la metà di quanto speso e traumatizzato la stessa Bandai.
Dopo aver lavorato a progetto “minori” come corti pubblicitari o uno speciale per gli extra del DVD del film di AppleseedBandai le propose un nuovo allettante progetto: se fossero stati in grado di realizzare una serie OVA in grado di vendere almeno 10.000 copie, Bandai l’avrebbe prodotta. La proposta venne accettata e si penso di strutturare l’opera in 3 OVA, ciascuno dei quali diviso a sua volta in due parti, per un totale di 6 episodi. Toshio Okada si occupò di scrivere il soggetto base, lasciando a Hiroyuki Yamaga il compito di stendere la sceneggiatura completa; Haruhiko Mikimoto si sarebbe occupato del character design, mentre Shinji Higuchi avrebbe curato la regia. Il progetto tuttavia si protraeva nel tempo, a causa delle divergenze tra Okada e Yamaga: secondo il primo Top o nerae avrebbe dovuto essere un’opera di fantascienza, per il secondo una stupida parodia-commedia d’azione con robot e ragazze (shoujo to robotto l’avrebbe definita Anno successivamente). In questa diatriba si inserirono un po’ tutti i membri principali, secondo la “strategia del caos” tipica dello studio, ognuno dicendo cosa fare e come farlo, finchè il progetto giunse a Hideaki Anno che lesse il soggetto base di Okada e ne rimase molto colpito; appropriatosi delle redini del progetto, tagliò completamente la sceneggiatura di Yamada e riscrisse in parte anche il lavoro di Okada. Fu così che ad Anno venne affidata la regia – la prima della sua carriera – e il progetto Gunbuster ebbe finalmente inizio; purtroppo in quel periodo l’attenzione di Bandai era quasi interamente rivolta alla realizzazione della prima serie OVA di Patlabor, relegando Top o nerae a side-project.
 
In un futuro prossimo in cui la terra è minacciata dall’arrivo di una razza aliena ostile, Noriko Takaya è una quindicenne come tante iscritta ad una scuola di addestramento per piloti di robot e prova una grande ammirazione per la più abile delle sue sempai, “la signorina” Kazuki Amano. A dare una svolta alla vita della protagonista è l’arrivo di un nuovo allenatore che decide di selezionarla per andare nello spazio a combattere gli alieni, nonostante la presenza di numerose candidate ben più abili di lei. Iniziano così il durissimo allenamento di Noriko sotto lo sguardo vigile del coach Ota e il suo isolamento da parte delle sue compagne di classe, irritate che lei sia stata selezionata solo in quanto figlia di uno più abili ammiragli della flotta terrestre; l’unica a restarle vicino è l’amica del cuore Kimiko.

Il primo episodio della serie – l’unico di cui Anno non modificò nulla dell’idea originale di Okada – riprende in chiave fantascientifica l’inizio del classico sportivo per ragazze Ace o nerae (Jenny la tennista in Italia), ed è possibile individuare un rapporto 1:1 tra i personaggi principali delle due opere.
 
Entrambe le protagoniste, Hiromi Oka e Noriko Takaya, sono delle novelline senza particolari abilità, che si ritrovano all’improvviso scelte dal nuovo allenatore per rappresentare  la squadra di tennis la prima e pilota di robot la seconda, attirando su di se l’odio di tutte le compagne che credono abbiano ottenuto il ruolo con l’inganno.
Sottoposte ad allenamenti durissimi, riusciranno a conquistarsi la fiducia delle compagne grazie ad impegno e sacrificio.
 

Vi sono poi Reyka Ryuzaki e Kazumi Amano, le sempai, le ojou-sama, le figure idealizzate da tutte le compagne, che non vengono mai chiamate per nome o cognome, a cui tutte ambiscono ma che sanno essere impossibili da raggiungere o eguagliare, sia come abilità che come bellezza e leggiadria. Queste diventano le mentori e successivamente le compagne delle protagoniste, nonchè tra le poche a non emarginale dopo averne compreso la buona fede e il desiderio di impegnarsi per essere all’altezza delle aspettative.
 

Un ruolo abbastanza marginale viene dato a Maki Aikawa e Kimiko Higuchi / Akai, le amiche fedeli delle protagoniste, le uniche a restare sempre vicine, a conoscere la loro buona fede, a supportarle quando tutte le compagne hanno voltato loro le spalle, a consolarle e spingerle ad andare avanti nonostante il bullismo che devono subire.
Destinate a sparire ben presto una volta che le protagoniste crescono e diventano più abili, svolgono la maggior parte del proprio ruolo all’inizio.
 

A dare il via alle vicende sono Jin Munakata e Koichiro Ota, gli allenatori che appena arrivati nella nuova scuola sconvolgono l’ordine preesistente scegliendo una novellina al posto delle compagne più esperte.
Loro sono gli unici a vedere il potenziale delle protagoniste, potenziale che riusciranno a far sbocciare interamente nel corso degli episodi, tramite allenamenti durissimi e massacranti ma soprattutto grande fiducia nella loro pupilla.
 

E infine, ci sono Kyoko Otowa e Reiko Kashihara, le rivali a cui le protagoniste tolgono il posto da titolari che prima credevano certo.
Sono le principali nemiche delle protagoniste nella parte iniziale della storia, che incitano tutte le compagne ad emarginarle e ostacolarle in tutti i modi, ma che alla fine vengono sconfitte dalle protagoniste grazie ai duri e specifici allenamenti a cui si sono sottoposte.
 

Ma Ace wo nerae non è l’unica citazione presente, grande ispirazione ha anche Ideon, a cui il robot Gunbuster è ufficialmente ispirato, e il romanzo Guerra eterna di Joe Haldeman. Nelle tematiche dell’opera rivive anche la celebra storia di Urashima Taro; così come il leggendario pescatore giapponese trascorse 3 giorni nel palazzo del drago per poi scoprire che nel suo mondo erano trascorsi tre secoli, anche i personaggi di Gunbuster, viaggiando a velocità prossime alla velocità della luce, vedono la famiglia e gli amici invecchiare gradualmente, temendo al ritorno di ogni missione di non trovare più nessuno ad accoglierli.

Il citazionismo non è l’unico tipo di fanservice per cui Gunbuster è diventato famoso: è ad esso infatti che viene tradizionalmente attribuita la nascita del cosidetto Gainax Bounce, tramite cui animare in modo “realistico” il movimento ondulatorio e sussultorio del seno femminile. Grazie alla libertà creativa del formato OVA, gli autori hanno anche potuto ampiamente mostrare le giovani e procaci protagoniste in pose provocatorie e poco vestite.

Particolare è l’ultimo episodio di Gunbuster, interamente realizzato in bianco e nero. Diversamente da quanto si potrebbe pensare, non fu un modo per risparmiare, anzi, la lavorazione di un intero episodio in bianco e nero costò di più rispetto ad un normale episodio a colori. La decisione fu presa da Anno per vari motivi, tra cui il fatto che “nessuno l’avesse mai fatto prima” ed il non voler distogliere l’attenzione dello spettatore aggiungendo ulteriori informazioni visive.
 

La miniserie è disponibile anche in Italia, pubblicata da Dynit in 2 DVD sottotitolati in italiano; non fu possibile realizzarne un doppiaggio in quanto la GAINAX aveva smarrito la traccia audio originale senza dialoghi.

Fonti consultate:
– The Notenki Memoirs: Studio Gainax and the Men Who Created Evangelion
Neon Genesis Evangelion Source Anthology
– Guida ai super e real robot – L’animazione robotica giapponese dal 1980 al 1999 di Jacopo Mistè

Fonte Notizia




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